immagini, scorci e sensazioni della mia stupenda città
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Nome: Stella Celeste
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Partecipate a questo progetto che vuole raccogliere i pensieri e scritti delle persone (poeti e scrittori) con Handicap e non. Fatelo conoscere a tutti i vostri amici e associati.
Mandate i vostri scritti a Marco Pellacani marcop@tsc4.com e saranno al più presto pubblicati nel Progetto Poha - www.partecipiamo.it
Certi di una vostra partecipazione vi aspettiamo. 01/08/07
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Tommaso e Samuele piccolì Angeli, resterete sempre nei nostri cuori, come tutti i piccoli angioletti, che sono saliti in Paradiso troppo presto" . Ci sono tanti bambini che desiderano un pò d'amore. Facciamo almeno questo per loro,piccole anime innocenti! Diamo ad altri bimbi la possibilità di una vita serena.
I piccoli Angeli dal Paradiso, sorrideranno felici! Loro ora sono in Pace.Diamo Loro la felicità di vedere, che altri bimbi infelici, possono godere di una famiglia che li ami.Iniziamo da subito!
Un loro sorriso ci ripagherà di tutti i nostri sacrifici, perchè quando si ama..........i sacrifici si trasformano in atti meravigliosi d'amore!
Un bacio
da Stella Celeste
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RICETTE ECONOMICHE
per 4 persone
Comprate
Dividete l’impasto in 4 parti uguali e con un matterello stendete ogni pezzo in un disco del diametro di

Ingredienti (per 4 persone): 400 di spaghetti,
Preparazione: Fai cuocere in abbondante acqua salata
Queste ricette,oltre a costare molto poco, vi faranno fare bella figura.
Provare per credere!
Buon week-end
Stellina
RIECCOMI! UN CARO SALUTO A TUTTI.
VI AUGURO DEI GIORNI BELLI COME QUESTA FOTO. STELLINA

Natale con chi è solo


Per un Natale di Pace, senza rancori e rabbia, ma solo pieno d'Amore!
Che meraviglia stare con chi si vuole bene.Non vi dimenticate di telefonare a tutte le persone care.
Portate un pensierino a chi è solo.
Non facciamoci vincere dalla timidezza o dalla superficialità. Quello che per noi è scontato (es. volere bene) non lo è per altri, che possono interpretare come "freddezza" la nostra "timidezza
Non dimenticatevi degli altri.
Rimanere soli il giorno di Natale è terribile.
INFORMATEVI con chi è solo, per sapere come e con chi passerà il Natale.

.

Chiediamo scusa scusa alle persone che abbiamo danneggiato,oppure dimenticato, dicendo qualcosa del tipo:
"Ciò che sto dicendo lo faccio con il cuore e con tutto il mio amore perchè sei una persona splendida. Perdonami se ti ho fatto del male."

E..................PERDONIAMO!
Se non perdoniamo gli altri, non possiamo essere felici. Ci mancherà sempre quella lucentezza nello sguardo, quell’allegra amicizia tra corpo e anima che ci rende vivi e positivi.
.
Infine, quando perdoniamo qualcuno ,non facciamo un favore a quella persona, ma solo un regalo a noi stessi, perché ci liberiamo dei sentimenti di rabbia e rancore che ci stressano la vita

Un sorriso sincero , un saluto caloroso alla persona che passa al nostro lato o l’abbraccio pieno d’amore alla nostra famiglia, amici o conoscenti,sono alcuni dei “piccoli” dettagli che la vita ci fornisce per riempire di allegria i nostri cuori ed i cuori degli altri.


Fate pace con tutti,perchè il Vostro Natale, dev'essere sereno e felice.
Invitate a casa vostra, chi vi ha detto che preferisce rimanere a casa da solo, lo dice solo perchè non vuole disturbare. insistete, non aspetta altro!Distribuite bacini e carezze, specialmente agli anziani.
Solo così, potete dire di aver passato un ...FELICE NATALE! AUGURONI!!!!!!!!

GRAZIE DI CUORE!
Grazie a tutti voi, che con i vostri messaggi, le vostre lettere, i vostri blog, le vostre telefonate, mi avete reso ancora più liete queste feste! Bacini a tutti i miei amici
Stellina
Tantissimi AUGURONI a tutte le Concette e Concetti!



Se oggi non sapete cosa cucinare...provate questa semplice ricetta!
PASTA AL TONNO
Ingredienti per 4 persone.
400 di penne.
Una scatola di tonno grande.
2 cipolline novelle.
1 scatola di pelati da 400 gr

Preparazione
Fate appassire la cipollina tagliata sottile, in un pò d'olio d'oliva.
Cucinate la salsa a parte.
Versate il tonno nella padella, appena la cipolla sarà cotta.
Nel frattempo, scolate le penne,
Versatele nella padella, dove avete cucinato il tonno. Potete aggiungere delle olive nere, se vi piacciono.
Poi, mescolatele, aggiungendo una parte della salsa, secondo il vostro gusto.
Alla fine, tritate un pò di foglioline di prezzemolo e servite.
Bacini e sorrisi per tutti i miei amici!
Stellina


di Paulo Coelho
Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:
-Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà.
E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
-Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per
distruggerla.
-Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
-Che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo
responsabili di noi stessi.
-Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti,o essi controlleranno te.
-Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era
necessario fare, affrontandone le conseguenze.
-Che la pazienza richiede molta pratica.
-Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come
dimostrarlo.
-Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando
cadrai,è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
-Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che
non ti ami con tutto se stesso.
-Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono
sciocchezze:sarebbe una tragedia se lo credesse.
-Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior
parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
-Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non
si ferma, aspettando che tu lo ripari.
-Forse Dio vuole che incontriamo un po' di gente sbagliata prima di
incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo
come essere riconoscenti per quel regalo.
-Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma tante
volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è
stata aperta per noi.
-La miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un
portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti
che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
-È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche
vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
-Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un'ora per piacergli, e un
giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
-Non cercare le apparenze, possono ingannare.
-Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
-Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso
per far sembrare brillante una giornataccia.
-Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
-Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che
vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
-Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai
solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
-Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a
sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano,
speranza sufficiente a renderti felice.
-Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente
anche loro si sentono così.
-Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni
cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
-L'amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the.
-Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene
nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi
dolori.
-Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.
Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico che sorride
e ognuno intorno a te piange.
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Amare se stessi Coltivare talenti Ritrovare la meraviglia Usare la parola in modo impeccabile Pensare con la propria testa Reinventarsi In un mondo sempre più frenetico e rumoroso diventa fondamentale scoprire e frequentare uno spazio interiore - e, quando possibile, anche silenziosi spazi esteriori, in natura - in cui ritrovare la pace e osservare con più distacco dentro e attorno a sé.
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UN DONO
Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l'ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell'animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l'amore,
e fallo conoscere al mondo.
Mahtma Gandhi
FELICE SETTIMANA A TUTTI!
Stellina
Tempo di Preparazione e Cottura: 2 ore circa Difficolta': Media

Ingredienti per 4 persone:
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500 g di melanzane |
Tagliate le melanzane e i peperoni a dadi senza eliminare la buccia e friggete il tutto, in un tegame con olio abbondante.A parte sbollentate il sedano, tagliato a pezzetti in acqua salata. Snocciolate le olive e mettetele per una decina di minuti in acqua calda. Nel frattempo avrete cucinato la salsa con 200 grammi di pomodori maturi, due cipolle piccole e basilico. Fate rosolare in un tegame con poco olio le olive snocciolate, i capperi ed il sedano. Poi aggiungete la salsa di pomodoro e condite con l'aceto e lo zucchero. Versate nel tegame anche le melanzane e lasciatele insaporire per qualche minuto nel sugo a fuoco bassissimo insieme ai pinoli. Servite la caponata fredda.Questo contorno, può essere usato pure come antipasto.
Buon Appetito!
VI PIACCIONO QUESTE POESIE? A ME TANTISSIMO!!!!!!!!!!!

X AGOSTO
DI GIOVANNI PASCOLI
San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de' suoi rondinini.
Ora è là come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido
portava due bambole in dono...
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano
E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
Oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!

L'INFINITO
DI GIACOMO LEOPARDI
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare

GIOVANNI PASCOLI
IL GELSOMINO NOTTURNO
E s'aprono i fiori notturni,
nell'ora che penso a' miei cari.
Sono apparse in mezzo a' viburni
le farfalle crepuscolari.
Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l'ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.
Dai calici aperti si esala
l'odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l'erba sopra le fosse.
Un'ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l'aia azzurra
va col suo pigolio di stelle.
per tutta la notte s'esala
l'odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s'è spento…
E' l'alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l'urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.

SITO " micettigranata". Carissimi, mi hanno chiesto di aiutare questi gattini. Come dire di no? Si trovano vicino Torino. Si possono aiutare anche a distanza firmando una petizione.
Stellina
CHE MERAVIGLIA L'ESTATE !

Qui, a Catania, la confusione è pazzesca, sia di giorno che di notte.
Se tenti di predere l' auto per recarti al mare
, rimani imbottigliato, e ti fai il bagno in macchina. Tutti sembrano impazziti, alcuni catanesi, hanno perso la moglie, i figli, pure la suocera e pure il cane tra la confusione.Però erano
dispiaciuti solo per il 
cane!

| Che bella cosa na jurnata 'e sole, n'aria serena doppo na tempesta! Pe' ll'aria fresca pare gia' na festa Che bella cosa na jurnata 'e sole.
Lùcene 'e llastre d''a fenesta toia; Quanno fa notte e 'o sole se ne scenne, |
Penso ai miei amici milanesi e torinesi..........eh.........eh darei non so cosa per sentirli cantare!
Forza......non demordete!![]()
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Con questa ricetta starete più " freschi!"
| Frappè al caffè |
Per 2 |
|
INGREDIENTI un bicchiere di latte freddo |
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Mettere il caffè con lo zucchero il latte
e il ghiaccio, nel frullatore
alla massima velocità, per un mi-
nuto.Ecco fatto! Volendo si può guarnire con
un pò di panna. Se lo volete alle fragole, invece del caffè ,mettete 100 gr di fragole, viene buonissimo!
Consumare subito.
per 4 persone



PROCEDIMENTO.....................
Cuocere il riso al dente (quello adatto per insalate) in abbondante acqua salata. Una volta cotto, fatelo scolare e buttateci un pò d'acqua fredda. Fatelo scolare nuovamente.
Nel frattempo mettere in una zuppiera i funghetti sott’olio, i piselli ben scolati, il tonno sbriciolato, il peperoni tagliato a filetti, le olive e i carciofini tagliati a fettine ed un pò di prezzemolo.
Unire il riso, l’olio e le uova tagliate a pezzetti . Mescolare delicatamente ed assaggiare. Regolare eventualmente di sale. Guarnitelo con fiocchi di maionese, capperi, dischi di uova sode, insomma...come preferite!
IMPORTANTE!

DON GNOCCHI- L'UOMO CHE SEPPE RIDARE LA SPERANZA A CHI AVEVA PERSO LA VOGLIA DI VIVERE.


Biografia di don Carlo Gnocchi
L'infanzia
Carlo Gnocchi, terzogenito di Enrico Gnocchi, marmista, e Clementina Pasta, sarta, nasce a San Colombano al Lambro, presso Lodi, il 25 ottobre 1902. Rimasto orfano del padre all'età di cinque anni, si trasferisce a Milano con la madre e i due fratelli, Mario e Andrea, che di lì a poco moriranno di tubercolosi. Seminarista alla scuola del cardinale Andrea Ferrari, nel 1925 viene ordinato sacerdote dall'Arcivescovo di Milano, Eugenio Tosi. Celebrerà la sua prima Messa il 6 giugno a Montesiro, il paesino della Brianza dove viveva la zia, dove tornava spesso nei periodi di vacanza e dove, fin da piccolo, aveva trascorso lunghi periodi di convalescenza, lui di salute così cagionevole.


La guerra
Sul finire degli anni Trenta, il Cardinale Schuster gli affida l'incarico dell'assistenza spirituale degli universitari della Seconda Legione
di Milano, comprendente in buona parte studenti dell'Università Cattolica e molti ex allievi del Gonzaga. Nel 1940 l'Italia entra in guerra e molti giovani studenti vengono chiamati al fronte. Don Carlo, coerente alla tensione educativa che lo vuole sempre presente con i suoi giovani anche nel pericolo, si arruola come cappellano volontario nel battaglione "Val Tagliamento" degli alpini, destinazione il fronte greco albanese.
Don Carlo partì come cappellano nel marzo del 1941 con la formazione alpina Val Tagliamento della divisione Julia , diretto in Albania, Grecia e Montenegro col battaglione Resegone. Chiese di poter seguire le truppe militari come cappellano militare per portare a far vivere la Parola del Signore quale conforto e speranza nel brutale scenario della guerra.
In Albania, Grecia e Montenegro affrontò - malgrado la salute cagionevole - marce e fatiche confessando, predicando coraggiosamente e con zelo: divenne il miglior amico dei soldati, il padre a cui appoggiarsi e riferire le proprie paure. La sua perseveranza, la fede, l'amore che da lui trasparivano generosi e luminosi servirono a far nascere molte conversioni, andando a colpire anche i più ritrosi.
Correva ovunque c'era bisogno del suo intervento: prete in guerra, non prete di guerra. Racconta un testimone: "Ricordo come insistette perché potessimo celebrare la Pasqua in prima linea. Al colonnello Pizzi, che non voleva concedere il permesso per la Messa pasquale, don Carlo rispose impuntandosi, perché "lei sarà il colonnello, ma io sono il cappellano.
Questi alpini vogliono fare la Pasqua e io non posso negargliela". Così al mattino all'alba della domenica di Pasqua su un altare da campo, di fronte alle linee nemiche. Celebrammo l'Eucaristia e chi volle potè comunicarsi. Ricordo ancora la gioia dei soldati e di don Carlo che sentiva di aver compiuto il proprio dovere di sacerdote… E ricordo anche la celebrazione eucaristica che volle fare riunendo tutto il battaglione prima dell'attacco finale in Val Voiussa.
Si prevedeva una battaglia cruenta ed egli schiettamente ci disse che dovevamo avere il coraggio di fare tutti il nostro dovere perché il Signore ci avrebbe aiutati, anche se qualcuno non sarebbe tornato…".
La campagna di Russia
Terminata la campagna nei Balcani, dopo un breve intervallo a Milano, nel ‘42 don Carlo riparte per il fronte, questa volta in Russia, con gli alpini della Tridentina. Nel gennaio del ‘43 inizia la drammatica ritirata del contingente italiano: don Carlo, caduto stremato ai margini della pista dove passava la fiumana dei soldati, viene miracolosamente raccolto su una slitta e salvato. È proprio in questa tragica esperienza che, assistendo gli alpini feriti e morenti e raccogliendone le ultime volontà, matura in lui l'idea di realizzare una grande opera di carità che troverà compimento, dopo la guerra, nella Fondazione Pro Juventute.
Ritornato in Italia nel 1943, don Carlo inizia il suo pietoso pellegrinaggio, attraverso le vallate alpine, alla ricerca dei familiari dei caduti per dare loro un conforto morale e materiale.
In questo stesso periodo aiuta molti partigiani e politici a fuggire in Svizzera, rischiando in prima persona la vita: lui stesso viene arrestato dalle SS con la grave accusa di spionaggio e di attività contro il regime.
Gli orfani e i mutilatini
A partire dal 1945 comincia a prendere forma concreta quel progetto di aiuto ai sofferenti appena abbozzato negli anni della guerra: viene nominato direttore dell'Istituto Grandi Invalidi di Arosio e accoglie i primi orfani di guerra e i bambini mutilati. Inizia così l'opera che lo porterà a guadagnare sul campo il titolo più meritorio di "padre dei mutilatini".
Ben presto la struttura di Arosio si rivelerà insufficiente ad accogliere i piccoli ospiti le cui richieste di ammissione arrivano da tutta Italia; ma, quando la necessità si fa impellente, ecco intervenire la Provvidenza. Nel 1947, gli viene concessa in affitto, a una cifra simbolica, una grande casa a Cassano Magnano, nel varesotto.
La Pro Infanzia Mutilata
Nel 1949 l'Opera di don Gnocchi ottiene un primo riconoscimento ufficiale: la "Federazione Pro Infanzia Mutilata", da lui fondata l'anno prima per meglio coordinare gli interventi assistenziali nei confronti delle piccole vittime della guerra, viene riconosciuta ufficialmente con Decreto del Presidente della Repubblica.
Nello stesso anno, il Capo del Governo, Alcide De Gasperi, promuove don Carlo consulente della Presidenza del Consiglio per il problema dei mutilatini di guerra.
Da questo momento uno dopo l'altro, aprono nuovi collegi: Parma (1949), Pessano (1949), Torino (1950), Inverigo (1950), Roma (1950), Salerno (1950), Pozzolatico (1951).
La Fondazione Pro Juventute
Nel 1951 la Federazione Pro Infanzia Mutilata viene sciolta e tutti i beni e le attività vengono attribuiti al nuovo soggetto giuridico creato da don Gnocchi: la Fondazione Pro Juventute, riconosciuta con Decreto del Presidente della Repubblica l'11 febbraio 1952.
Nel 1955 don Carlo lancia la sua ultima grande sfida: si tratta di costruire un moderno Centro che costituisca la sintesi della sua metodologia riabilitativa. Nel settembre dello stesso anno, alla presenza del Capo dello Stato, Giovanni Gronchi, viene posata la prima pietra della nuova struttura, nei pressi dello stadio di San Siro, a Milano. L’addio a un "santo"
Don Carlo, minato da una malattia incurabile, non riuscirà a vedere completata l'opera nella quale aveva investito le maggiori energie: il 28 febbraio 1956, la morte lo raggiungerà prematuramente presso la Columbus, una clinica di Milano dove era da tempo ricoverato per una grave forma di tumore.
I funerali furono grandiosi per partecipazione e commozione: quattro alpini a sorreggere la bara, altri a portare sulle spalle i piccoli mutilatini in lacrime.
Poi la commozione degli amici e conoscenti, centomila persone a gremire il Duomo e la piazza e l’intera città di Milano listata a lutto. Così il 1° marzo ’56 l’arcivescovo Montini – poi Papa Paolo VI – celebrava i funerali di don Carlo.
Tutti i testimoni ricordano che correva per la cattedrale una specie di parola d’ordine: “Era un santo, è morto un santo”. Durante il rito, fu portato al microfono un bambino. Disse: “Prima ti dicevo: ciao don Carlo. Adesso ti dico: ciao, san Carlo”. Ci fu un’ovazione.
L'addio a un "santo"
Don Carlo Gnocchi si spense nel tardo pomeriggio del 28 febbraio del 1956 in una stanza della Clinica Columbus di Milano, dove era stato ricoverato per una grave forma di tumore. Solo il giorno prima aveva recitato il Rosario con due mutilatine, Antonina Tea e Marisa Ghezzi, e aveva dato loro la sua benedizione.
"Era sotto la tenda a ossigeno - ricorda don Giovanni Barbareschi, amico fedele ed esecutore testamentario -. Parlava solo ogni tanto e solo a me. La mattina alle sei chiese il piccolo crocifisso che la mamma gli aveva regalato per la Prima Messa e volle che fosse appeso sulla tenda per vederlo sempre. Lo appendemmo con del nastro adesivo.
Don Carlo lo guardava e gli parlava con gli occhi. L'ultima parola che disse fu: "Grazie di tutto…". Verso sera si aggravò. Improvvisamente si appoggiò con i pugni al materasso; prese, strappando l'adesivo, il crocifisso, lo appoggio alle labbra, lo baciò e così morì".
Fa effetto sentire quella parola, "pugni", attribuita a un gesto di don Carlo che in tutta la sua vita usò le mani solo per dare carezze e costruire la sua opera. Ma aveva bisogno di forza per alzarsi dal letto quel tanto che gli bastava per raggiungere il crocifisso. Poi le sue mani si trasformarono nuovamente nella dolce coppa d'amore in cui aveva accolto il suoi bambini. Ora in quella coppa c'era Gesù steso sulla croce: la stessa cosa.
I funerali furono grandiosi per partecipazione e commozione. Quattro alpini a sorreggere la bara, altri a portare sulle spalle i piccoli mutilatini in lacrime. Poi la commozione degli amici e conoscenti, centomila persone a gremire il Duomo e la piazza e l'intera città di Milano a tributargli onore ed affetto, saracinesche abbassate e chiese listate a lutto.
Così il 1° marzo l'arcivescovo Montini - poi Papa Paolo VI - celebrò i funerali di don Carlo Tutti i testimoni ricordano che correva per la cattedrale una specie di parola d'ordine: "Era un santo, è morto un santo". "Durante il rito - ricorda ancora don Barbareschi - Montini mi disse: "Io non parlo, fai parlare un bambino". Fu preso un bambino e portato al microfono. Disse: "Prima ti dicevo: ciao don Carlo. Adesso ti dico: ciao, san Carlo". Ci fu un'ovazione".
L’ultimo dono
L'ultimo suo gesto profetico è la donazione delle cornee a due ragazzi non vedenti - Silvio Colagrande e Amabile Battistello - quando in Italia il trapianto di organi non era ancora disciplinato da apposite leggi. Il doppio intervento, eseguito dal prof. Cesare Galeazzi, riuscì perfettamente. La generosità di don Carlo anche in punto di morte e l'enorme impatto che il trapianto ebbe sull'opinione pubblica impressero un'accelerazione decisiva al dibattito. Tant'è che nel giro di poche settimane venne varata una legge ad hoc. La causa di beatificazione
Trent’anni dopo la sua morte, il cardinale Carlo Maria Martini istituirà il Processo di Beatificazione.
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Purtroppo...uomini così non ne esisono più. Perchè non cerchiamo pure noi, di donare un pò del nostro cuore agli altri?Iniziamo andando dagli anziani che sono soli, chiediamo loro cosa possiamo fare per alleviare le loro sofferenze.Una signora di 86 anni, mi ha chiesto un ventilatore. Non aveva nè soldi per comprarlo nè la forza per uscire.Oltre al ventilatore le ho comprato pure un bel gelato. Poi vado speso a trovarla,le porto un pò di pesce già cotto e della frutta, le racconto tutto quello che mi è capitato durante la giornata e...ridiamo insieme..eheh! Ora almeno soffre un pò meno.Vedete? Certe volte basta veramente pochissimo per rendere meno dura questa vita.
UN CARO SALUTO A TUTTI!
Stellina
AcquaChiara in RICETTE ECONOMICHEpe...
utente anonimo in UN CARO SALUTO PER T...
bacini
catania
che meraviglia l estate
ciao
come reagire alla malinconia
diamo un po del nostro cuore
don bosco
don gnocchi
dove nasce il vino
ebasta poco per stare bene
etna
foibe
guardate che meraviglia
il parco delletna
il vulcano appassionato
morti senza giustizia
passopisciaro
passopisciaro e randazzo
per non dimenticare
perche
sicilia in lutto
taormina
uccidere senza motivo un eroe co
un caro saluto
veneziati amo
Insomma...eheh.